Ricordo che quando ero alla scuola primaria, una mattina la maestra entrò in classe e ci mostrò un libro. Un libro che era stato scelto da lei. E un libro che voleva che noi leggessimo entro la fine del mese, per poi fare tutto il lavoro di recensione, accompagnato, ovviamente, dai disegni. Se siamo nella sfera didattica siamo tutti d'accordo che questa è un'utile attività che mette in luce l'aspetto contenutistico della lettura. Ma se ci spostiamo invece sull'area del Leggere per piacere, questo è forse uno degli errori più grandi che il Ministero sta facendo. A cosa serve la letteratura per l'infanzia? Serve per la stessa ragione per cui esistono i fiori: abbellisce, rende magico, edulcorando talvolta temi troppo crudi e diretti.
Per inaugurare il mio blog vorrei inserire in questo primo post le dieci regole a cui secondo Daniel Pennac è utile fare riferimento quando si parla di lettura:
- IL DIRITTO DI NON LEGGERE
- IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE
- IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO
- IL DIRITTO DI RILEGGERE
- IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
- IL DIRITTO AL BOVARISMO
- IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE
- IL DIRITTO DI SPIZZICARE
- IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA
- L DIRITTO DI TACERE
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