mercoledì 7 settembre 2016

I libri gender secondo i bambini

Molto interessante sarebbe capire come affrontano i bambini il tema del GENDER.
Grazie a tre libri che presenterò quest'oggi, mi piacerebbe ripercorrere assieme a voi lettori le sensazioni e le emozioni che provano i bambini di fronte a determinati argomenti.
Il primo libro è sulla diversità, il secondo sulle famiglie e il terzo sull'omogenitorialità (ci sono due papà omosessuali) .
Racconto oggi di un test che è stato fatto presso una libreria: il primo libro ad essere stato letto ai bambini è...

Guizzino è un pesciolino diverso, è nero, e tutti gli altri pesciolini del suo branco sono rossi. Un giorno i suoi amici vengono tutti mangiati da un grosso pesce. Guizzino riuscirà a ricomporre un branco e a farlo spostare a forma di grandissimo pesce. Ora saranno gli altri a scappare. lui sarà l'occhio.

Domanda: "Secondo voi, sappiamo che aveva tutta la famiglia composta da pesciolini rossi, lui invece com'era?" 
Risposta:"nero, nero come l'occhio"
Domanda: "E secondo voi come mai lui era l'unico nero e tutti gli altri erano rossi?"
Risposta: "Perchè era raro!"

Il secondo libro presentato è di Francesca Pardi e si intitola "Piccolo uovo". 

    Piccolo uovo non vuole nascere perché non sa dove andrà a finire. Parte allora per un viaggio che lo porterà a conoscere i più diversi tipi di famiglia: Altan presta la semplicità del suo mondo felice per raccontare come ognuna di queste possa essere un luogo meraviglioso in cui crescere. 

Domanda: "Chi sono questi due pinguini grandi che tengono vicino due pinguini piccoli?"
Risposta:"Sono due papà gay"
Domanda: "Pure loro sono una famiglia?"
Risposta: "Certo, perchè tutti sono delle famiglie! Dev'essere sempre una famiglia, so che è maschio e maschio, ma è sempre una famiglia che si vuole bene".

L'ultimo libro è della medesima scrittrice, e il suo titolo è "Perchè hai due papà?"


La vera storia di una famiglia nata dall'amore di due uomini, con l'aiuto della gestazione di sostegno. Con parole semplici e lineari si spiega come nascono i bambini quando in famiglia nessuno può avere il pancione. Un racconto che aiuta a chiarirsi le idee, adulti e bambini. 

Domanda: "Mettiamo che incontriate per strada i figli di questi due papà, voi ci giocate?"
Risposta: "E' molto strano, però sì ci giochiamo, io gioco con tutti"
Domanda: "C'è chi dice che i bambini non dovrebbero leggerlo...perchè?"
Risposta: "...perchè loro credono che è brutto e invece no!"
"Non capiscono, che i libri portano anche le fantasie, portano tante cose belle..."

domenica 4 settembre 2016

Gianni Rodari

Oggi desidero parlare non di una storia, non di un libro, non di un genere, ma di un autore, in particolar modo del mio preferito: Gianni Rodari. Ricordo che quando ero piccolina, leggevo tantissimi suoi libri, ma soprattutto amavo "Favole al telefono" che conservo ancora oggi nei miei scaffali.

Brevemente mi piacerebbe ripercorrere con voi lettori la vita di Rodari, per entrare meglio dentro la storia dello scrittore.
Gianni nasce nel 1920 in Piemonte, e dove frequenta le prime quattro classi della scuola del paese. Paradossalmente alla sua grande capacità di avvicinarsi e far avvicinare il lettore ai suoi racconti, Gianni da piccolo non legava coi coetanei, se ne stava molto per conto suo, ma a scuola si distingueva particolarmente: era infatti il migliore della sua classe.Da grande, Gianni diventò uno scrittore per i piccoli eccezionale, in particolar modo, appunto, di "Favole al telefono".  





                          

"Favole al telefono" è un'opera del 1962 che raccoglie molte favole, il cui protagonista è il ragionier Bianchi, di Varese, un rappresentante farmaceutico costretto a girare l'Italia ogni giorno. Ogni sera, alle nove in punto, raccontava una favola al telefono alla figlioletta che non riusciva a dormire.
La favole che più mi ha colpito è forse Alice Cascherina: per il gusto di andare a curiosare dappertutto, la piccola Alice, cade sempre nei posti più impensati. Cade nella sveglia, nella bottiglie, nei rubinetti, nel fondo dei cassetti...ma per fortuna riesce sempre a salvarsi!

https://youtu.be/ivX9ovqfDoQ






martedì 30 agosto 2016

Pippi Calzelunghe

Il capolavoro di "Pippi Calzelunghe" è un'opera della scrittrice svedese Astrid Lindgren che sceglie di raccontare la storia di una bambina dai capelli rossi un po' eccentrica che vive tutta sola in una grande casa. Ha nove anni e la sua famiglia è composta da una scimmia ...


...e da un cavallo

La sua casa è conosciuto come VILLA VILLACOLLE, dove Pippi nasconde  un valigione pieno di monete d'oro che le serve per far fronte alle sue necessità. 
Pippi ha in due migliori amici, i bambini che sono con lei nella foto sopra, Annika e Tommy, che la vanno a trovare spesso, giocano tutto il giorno e ne combinano di tutti i colori. 
Pippi non ha paura di nulla, è molto forte e coraggiosa, davvero generosa e racconta storie fantastiche incantando tutti quella che la ascoltano. 

Pippi Calzelunghe è indicato per i bambini di 7-8 anni, anche se, a parer mio, è un classico che può essere letto a qualsiasi età, perché nasconde significati anche molto profondi. 
E' un libro che incanta i bambini perché dentro contiene tutti i sogni e i desideri che si hanno durante l'infanzia, infatti i piccoli lettori di questo libro, spesso si immedesimano nella protagonista. Si tratta infatti di una bambina a cui non sono imposte regole dai grandi, non c'è un "devi", non c'è un "non puoi!". Pippi esprime se stessa e tutta la sua libertà in qualsiasi momento e senza controllo. 

E' possibile dire che Astrid Lindgren ha rivoluzionato la letteratura per l'infanzia completamente: dopo di lei tutto si è ribaltato. La Lingren è stata anticonformista, è andata controcorrente nella vita: a 18 anni è rimasta incinta, così se n'è dovuta andare dalla Svezia, dal momento che non era ben accolta. Così per un paio d'anni è stata costretta a dare in adozione il figlioletto a lontani parenti. Come si può ben capire è stata una donna rivoluzionaria sia nella vita personale che nella sua letteratura. Anche nell'ambito culturale era in avanguardia: ha difeso moltissimo i diritti dei bambini, delle persone emarginate e in difficoltà, espondendosi anche pubblicamente.  

Her works|Astrid Lindgren

lunedì 8 agosto 2016

La Biblioteconomia


Ciao a tutti! E' un po' di tempo che non pubblico: il mio tempo e le mie energie sono stati presi dalla sessione d'esami e dall'inizio del tirocinio, Periodo impegnativo ma ricco di emozioni.

Oggi mi piacerebbe molto parlare di un tema che mi sta a cuore, che ha catturato subito il mio interesse dalla prima volta che ne ho sentito parlare: la biblioteconomia.


La Biblioteconomia mi è stata presentata citando subito le sue 5 leggi formulate da Ranganathan: ( le trascrivo in originale)


  1. Books are for use
  2. Every reader his book
  3. Every book his reader
  4. Save the time of the reader
  5. The library is a growing organism
(I libri per l'uso, ogni lettore ha il proprio libro, ogni libro ha il proprio lettore, salvare il tempo del lettore, la biblioteca è un organismo crescente) 

Poco prima della metà del 1700 i primi luoghi in cui sorsero le biblioteche pubbliche furono in USA: perchè le biblioteche dovevano essere pubbliche? innanzitutto c'era una maggiore fiducia nell'amministrazione pubblica riguardo alla lettura o all'educazione in generale. In secondo luogo la lettura pubblica è considerata la caratteristica essenziale del progresso civile e sociale in America. In terzo luogo è uno strumento a cui tutti possono accedere per informarsi, cosa che prima non era possibile. Infine visti i numerosi gruppi etmici di recente immigrazione la biblioteca pubblica poteva essere un'opportunità di integrazione visto che probabilmente quasi tutti non conoscevano la lingua, le abitudini e la cultura del posto. 

Passano a parlare dei ragazzi, le prime biblioteche dedicate a loro furono nel Connecticut, nell'Hampshire e a NY. In particolare le prime iniziative furono caratterizzate da fatti un po' anomali ma di grande significato: nel 1877 Minerva Sanders fa segare le gambe di alcuni tavoli e sedie per far sì che i giovani lettori potessero leggere comodamente. Nello stesso anno William H. Brett fa in modo che gli scaffali della biblioteca siano aperti a permette ai bambini di entrare, fino ad allora l'accesso dei ragazzi era negato. 

Le prime opere per ragazzi che nascono in questo periodo sono : La capanna dello zio Tom (1852), Piccole Donne (1868), Le avventure di Huckleberry Finn (1884), Alice (1865) e Pinocchio (1883).



mercoledì 29 giugno 2016

la meravigliosa ALICE

Alice nel paese delle meraviglie è un classico dell'infanzia scritto da LEWIS CARROL!

Lewis, o meglio Charles Lutwidge Dodgson, nacque a Daresbury, nel Cheshire, dove suo padre era curato anglicano. Nel 1843 la famiglia si trasferisce nello Yorkshire dove il padre diventa rettore. Una volta laureato diventa professore di matematica fino al 1881.
In Dodgson convivevano due identità: l'uomo pubblico conservatore (matematico vittoriano, uomo di chiesa, appassionato di logica, scienziato, inventore) e l'uomo privato creativo (appassionato della fotografia e affascinato dalla mitologia), ma soprattutto è un ineguagliabile raccontastorie.

Ora però, dopo una breve presentazione dello scrittore,vorrei raccontarvi, cari lettori, la storia del personaggio di Alice. Alice è figlia del decano di Christ Church Henry Liddell, aveva quattro anni quando incontrò per la prima volta Charles Lutwidge Dodgson. È una bambina curiosa e intraprendente che ama le storie.
Fra le figlie del decano e lo scrittore inglese nacque un’amicizia che continuò a lungo, improvvisamente troncata dalla madre delle tre bambine (Lorina Charlotte e Edith).
Lewis, infatti, fu più volte accusato di pedofilia, ma il processo non è mai arrivato.
Un consiglio vivo di leggere questo capolavoro che descrive un mondo sottosopra, dove tutto sembra quello che non è, per evidenziare l'antitesi che esiste tra il mondo degli adulto anarchico, senza regole, nel caos e quello dei bambini.


martedì 21 giugno 2016

La morte secondo Erlbruch

Ciao a tutti!!!

Parlare di morte ai bambini è possibile? E' giusto?Capirebbero?

Queste sono poche delle molte domande che un genitore o un educatore in generale si potrebbe chiedere quando arriva il fatto.
La morte di un nonno, ad esempio, è un momento in cui possono nascere questi tipi di interrogativi da parte della mamma e del papà, che si chiedono se sia giusto portare i figli piccoli al funerale, caratterizzato da un luogo e un tempo troppo tristi e malinconici per un bambino. Certi genitori pensano che i bambini debbano frequentare solo i luoghi che sprizzano allegria.
Ma non avete mai pensato che se un adulto decide di non spiegare cos'è la morte, perché avviene e cosa c'è dopo, probabilmente è perché non l'ha ancora capito nemmeno lui?
Queste sono le classiche persone che esorcizzano il tema della morte, soprattutto di fronte ai bambini perché sono convinti che strida con le spensieratezza tipica dell'infanzia.
Però io credo che così facendo si tolga la possibilità al bambino di prepararsi a questo evento di passaggio inevitabile. Il bambino, già da molto piccolo, ha la capacità di distinguere qualcuno che dorme da qualcuno che non vive più. Per esempio se un bambino vede un uccellino morto in un parco sa perfettamente quale sia la situazione. Raccontargli bugie per attutire il colpo (secondo la logica dell'adulto) non sarebbe leale: "eh sì, ma sta solo dormendo sai, tra poco si sveglia, sta facendo le nanne!" No, diamine! non sta dormendo! Chi glielo spiega che, se sfortunatamente non dovessimo più parlare di un animale ma di una persona cara, questa non si sveglierà effettivamente mai più?
Raccontare, preparare, aiutare a capire, sono queste le cose che servono a un bambino, ed è giusto che venga detta la verità, soprattutto su argomenti così importanti e con cui avrà a che fare (purtroppo) per la sua intera vita. Ovvio, non si deve essere brutali, ma parlare con sincerità e trasparenza proteggendolo da immagini troppo crude è  quello di cui il bambino ha bisogno.

Ecco perché oggi vi racconto la trama di un albo illustrato da cui sono rimasta affascinata per il modo con cui tratta questo tema: un albo leggero, sincero, diretto e profondo.
L'anatra, la morte e il tulipano di Wolf Erlbruch inizia così:
"Era da un po' che l'anatra aveva una strana sensazione. <<Chi sei, e perché mi strisci alle spalle?>> domandò.
<<Finalmente te ne sei accorta>> disse la Morte.
<<Io sono la Morte>>
Il bello di questo libro per ragazzi è che lo scrittore tedesco non ha la presunzione di rispondere alle domande che potrebbe farsi un bambino-o un adulto. Infatti anche il personaggio della Morte è sibillino, reticente e possibilista.
L'anatra e la Morte col suo tulipano nero si frequentano e diventano amiche. Talmente amiche che accade una cosa straordinaria: una sera la Morte stava tremando per il freddo e l'Anatra si offrì di riscaldarla. Per la prima volta non la evitò, ma le restò accanto.
Il ciclo della vita, però, è ineluttabile e l'Anatra alla fine morì. La Morte addolorata la accompagnò al fiume dove le donò il suo tulipano e la osservò finché compiva il passaggio verso l'aldilà. Sospirando che, alla fine, così è la vita.


https://www.youtube.com/watch?v=U9rYRFwxG3Y 


lunedì 20 giugno 2016

Piccolo blu e piccolo giallo

!!!ATTENZIONE!!!
Quello che sto per raccontarvi è un libro pericolosissimo quindi se ci sono bambini nelle vicinanze fate in modo che non si avvicinino allo schermo del computer: potrebbero restare traumatizzati per il resto delle loro innocenti vite!
Piccolo blu e piccolo giallo, infatti, è stato messo in una lista di libri pericolosi, secondo il sindaco di Venezia, probabilmente perché la storia di un pallino blu e un pallino giallo che, unendosi, formano il verde, sarebbe effettivamente un messaggio molto deviante e potrà provocare in futuro problemi molto gravi.
Oggi io mi assumo questa importante responsabilità.

Il protagonista è piccolo blu che vive a casa con mamma blu e papà blu e ha tantissimi amici di vari colori, ma un amico in particolare: piccolo giallo. Anche piccolo giallo vive a casa con mamma gialla e papà giallo. Insieme agli amici giocano, fanno il girotondo, vanno a scuola dove stanno seduti composti, quando escono corrono e si divertono...
Un giorno piccolo blu resta da solo a casa e va a cercare piccolo giallo per giocare, ma piccolo giallo non si trova. Dopo molto tempo, finalmente, piccolo blu e piccolo giallo si reincontrano. Abbracciandosi formano un nuovo colore.

Per questo pericolosissimo motivo tale libro non potrà più essere nelle scuole, a disposizione dei bambini.

In realtà, trascendendo l'ironia e il sarcasmo con cui ho scritto questo post, il mio è un SUPER INVITO a leggerlo. Sotto vi lascio un link dove troverete la storia completa su youtube.


https://youtu.be/OVwrGO0HtD4

Buona lettura.
Vi lascio con la speranza di poter riflettere a fondo sui veri temi che non andrebbero allontanati dai bambini, ma APPROFONDITI, affinchè anche loro possano farsi un'opinione a tal riguardo.
Le idee dei bambini a volte sono grandissime, divertono i grandi, fanno loro spalancare la bocca e dire: «Ah!».